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Textes critiques

Le Cirque Philosophique di Christophe Loyer

Christophe Loyer sta giocando con parole e forme, materia e figure, soggetti e pensieri, che costringono la filosofia a farsi forma visiva.

Arche di curve “catenarie”, archi viceversa eccentrici, sostengono o si lasciano sostenere in uno spazio senza tempo, fatto di specchi e fili che disegnano campi di forza e che illudono un azione sospesa. Questi reticoli danno vita all’azione immobile di una famiglia di acrobati, la cui rappresentazione nello spazio sembra alludere a certi dipinti del 1905-6 di Picasso. Invero, la presenza dei lupi insinua reminiscenze nietzschiane e possibili influenze freudiane. Tuttavia è altro il possibile cannocchiale da cui occhieggiare gli enti bronzei de Christophe Loyer, elaborati secondo la classica, antichissima procedura a “cera persa”: non è un caso, infatti, che l’artista stia leggendo Bachelard nonché un saggio amplissimo di André Parinaud sullo stesso, e che si discuta con lui di Hilbert, di geometrie riemaniana, segno evidente di una consapevole ricerca di strutture spaziali articolate e misurabili. Del resto, l’artista chiama queste opere Geometrie Spaziali. Allora, forse si percepisce il senso dell’altra presenza che si affianca al Circo Filosofico: les Arpenteurs Sylvestres. Figure meno plastiche rispetto alle altre, richiamano la figurazione egizia, poiché in qualche modo oscillanti fra i manichini e le figure informali, come dire, fra il metafisico De Chirico ed il realismo concreto dell’immediato dopoguerra. Questi Arpenteurs Sylvestres sembrano voler implicare, a conti fatti, le mistiche dispute fra cabalisti ed alchimisti, cosicché anche i materiali diventano importanti e la loro manifestazione esterna fa parte del Gioco, naturalmente un gioco filosofico e mistico.

L’ultimo viaggio verrà a compiersi, rovesciando il tempo e lo spazio, navigando coraggiosamente in barche di pietra.

Rolando Bellini

Accademia Albertina, Torino

Texte d’introduction à l’exposition Le Cirque Philosophique, Castello di Vincigliata, Fiesole, du 10 mai au 30 juin 1998.

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